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venerdì 4 novembre 2011

La tua nascita

Ciao Filo, come ti ho anticipato ieri, oggi ti racconto la tua nascita vista dal mio punto di vista.
Partendo dal "prima".
La sera del 09 giugno tua mamma è stata ricoverata in ospedale perchè da qualche giorno aveva delle contrazioni insistenti ma "anomale", tu saresti dovuto nascere il 18 per cui abbiamo aspettato di capire come evolvesse la situazione. Ad un certo punto ho preso il toro per le corna (guardacaso la mamma è del segno zodiacale del toro) e l'ho portata verso le 23 in ospedale. Hanno deciso di tenerla per la notte e io me ne sono tornato a casa solo soletto e un po' preoccupato. Verso le 5 del mattino ricevo un sms dalla mamma che mi dice "mi si son rotte le acque" e in pochissimo tempo sono in ospedale (penso di aver raggiunto la velocità del suono nel prepararmi e partire da casa). Saltando tutto il resto della giornata (tu non avevi voglia di farti conoscere al mondo) verso le 17 il medico ha deciso che saresti nato con il parto cesareo. In quel momento io ero terrorizzato, non tanto per il parto in sè ma perchè, essendo nella stanza affianco a quella dove hanno visitato la mamma, ho sentito il medico dire di accelerare perchè tu eri sofferente e la cosa diventava urgente. Penso che in quel momento avrei potuto svenire all'istante o buttare giù un muro a testate...per fortuna ho mantenuto il controllo e sono rimasto immobile in piedi sulle mie gambe.
Mi hanno fatto uscire dalla sala parto e ho atteso notizie fuori assieme ai nonni. Poi alle 17.39 ho sentito un suono angelico che mi ha aperto il cuore, il tuo pianto... sono usciti a dirmi che eri nato e che sia tu che la mamma stavate bene. Dopo circa 20 minuti mi hanno fatto entrare e l'ostetrica mi ha detto: "ecco tuo figlio, vuoi sederti? ti senti bene?vedo che sei pallidino" sai che la mia carnagione non è mai stata colorata...
A quel punto mi viene consegnato un fagottino bianco piccino piccino e io e te ci vediamo, ci conosciamo, ci annusiamo...la sensazione più bella che un uomo possa provare. Tu dormicchiavi, stanco per la faticaccia appena fatta e io ti guardavo in estasi.
Siamo stati così per un tempo indefinito, minuti che son durati un eternità, momenti in cui poteva crollare il mondo attorno a me, non mi sarei accorto di nulla perchè c'eri tu tra le mie braccia, così piccolo e indifeso ma anche così potente da scatenare un amore mai provato prima...
Ti hanno portato via e sono stato un po' con la mamma che tra l'anestesia e la stanchezza era letteralmente sfinita. Avrei voluto baciarla ed abbracciarla per ore, le ho ripetuto fino allo sfinimento che eri bellissimo e le ho raccontato ogni tuo piccolo gesto, ogni tuo angolo di pelle, ogni sensazione provata in quei minuti assieme.
Ti ho portato al nido e lì ti abbiamo fatto il bagnetto, è stata la prima (e per ora ultima) volta in cui ti ho sentito lamentarti per il bagnetto. A casa diventi matto quando ti metto in acqua. I nonni erano delle schegge impazzite alla finestra del nido, non capivano più nulla. Ti abbiamo messo il pannolino e sei stato messo in incubatrice, come da prassi.
Nei giorni successivi ci sono stati un po' di problemi perchè avevi la glicemia impazzita e sei dovuto rimanere una settimana in ospedale in cui ti hanno fatto un po' di analisi e un po' di flebo. Vederti con l'aghetto in testa mi straziava il cuore, la mamma mi chiedeva come stavi (perchè lei era ferma a letto) e io ho cercato di dissimulare il mio dispiacere nel vederti così, spero di esserci riuscito...
L'importante è che comunque dopo una settimana siamo tutti tornati a casa.
I primi minuti, le prime ore, i primi giorni li abbiamo passati a guardarti continuamente, a vedere quanto bello eri (e quanto bello sei) a capire se stavi bene, se avevi fame, se c'era qualcosa in più da fare per farti star bene...
Che ti posso dire, l'emozione di diventare padre è indescrivibile, ti rendi conto che fino a quel momento puoi aver voluto bene a tante persone ma a nessuno potrai voler bene come a tuo figlio. Amo tua mamma tantissimo, farei qualsiasi cosa per lei ma per te è diverso, sarei pronto a perdere un braccio se questo potesse procurare del bene a te.
Dicono che un uomo pensi al sesso ogni 7 secondi, un padre pensa al figlio ogni 4 secondi...

P.S. nella foto che vedi qui sotto avevi circa 2 ore di vita, non eri stupendo?

5 commenti:

  1. Confermo amore... tuo padre ti vuole un mondo di bene... si è pure tagliato il pizzetto (che mamma adorava!!!) per riempirti di baci!

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  2. spettacolare fava! seguiro' questo blog regolarmente!

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  3. Grazie Andrea, contraccambierò volentieri andando sul quarto chakra!!!!

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